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Aggiornamenti senza frontiere! News dal Burkina Faso

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11 gennaio 2016

Sbarcati dall’aereoporto si è accolti immediatamente dai cartelloni con sopra raffigurato il volto sorridente del nuovo Presidente della Repubblica Rock Mark Chrisitan Kabore. Il sentimento prevalente tra la popolazione è di attesa e speranza, si respira aria nuova in un Paese che ha subito 27 anni di regno ininterrotto da parte di Blaise Compaore e un anno di transizione funestato da un colpo di Stato non riuscito. 

Il primo vero banco di prova della sua presidenza è la nomina del Primo Ministro Paul Kaba Thiéba, personaggio sconosciuto agli occhi dei cittadini, determinando un segnale importante di positività verso una nuova ventata d’aria. Non vuole però essere questo un articolo di analisi politica della situazione del Burkina Faso, ma un aggiornamento sugli incontri con le unioni di contadini e contadine con le quali Mani Tese collabora in sette comuni della provincia del Boulkiemdé.

Contadine di Roogo

Nel programma di sviluppo rurale, si pone un’ attenzione particolare alle donne e agli strumenti di micro finanza. Nello specifico il primo incontro si è tenuto presso il villaggio di Thiou, dove insieme al Presidente dell’Unione comunale dei contadini, il suo segretario e il tesoriere, viene illustrato il warrantage.  ll warrantage è uno strumento prezioso nel Paese e in Africa, si tratta di una modalità di accesso al credito che si basa su una garanzia in natura che viene fornita per ricevere il denaro. Permette agli agricoltori di utilizzare il loro raccolto come una garanzia presso una banca, aumentando la loro capacità di contrattazione in caso di oscillazioni sfavorevoli dei prezzi. Il warrantage offre ai produttori l’opportunità di stoccare una parte del proprio raccolto durante la stagione secca, in un magazzino sicuro. Il comitato di gestione è responsabile della costituzione dello stock, il quale diviene una garanzia “liquida” e divisibile che permette ai produttori di ottenere un credito pari all’80% del valore dello stock al momento del raccolto presso un istituto di microfinanza. Il credito permette ai produttori di far fronte ai loro bisogni di liquidità senza dover vendere il loro raccolto nel momento in cui i prezzi sono più bassi, e permette ugualmente ad alcuni produttori d’investire in attività generatrici di reddito che si possono definire di controstagione perché praticate durante la stagione secca. I produttori sono liberi di scegliere come utilizzare i sacchi recuperati: potranno servire per il consumo familiare, essere utilizzati come semenze o venduti sul mercato in un periodo in cui i prezzi sono significativamente più alti che al momento della raccolta Questo primo anno è di sperimentazione e non si arriverà alla massima capienza del magazzino ma sarà comunque utile per valutarne concretamente la funzionalità.

Presso il villaggio di Sorgou vi è un terreno di tre ettari recintato grazie al progetto, e qui si ha come obiettivo quello di sviluppare l’orticoltura di contro stagione. Gli operanti locali mostrano con fierezza ciò che hanno prodotto in autonomia: hanno scavato tre pozzi e attraverso piccole motopompe hanno irrigato un campo di circa mezzo ettaro nel quale coltivano molteplici tipologie di verdure. Nella totalità ci sono ancora 2,5 ettari e mezzo da irrorare e coltivare perciò sono necessari altri pozzi, la relativa quantità cemento necessaria a rinforzarli in previsione delle stagioni delle piogge, altre motopompe con i relativi tubi, sementi e fertilizzanti. In riferimento agli ettari dedicati all’orticoltura, che saranno sistemati con i pozzi che realizzerà Mani Tese nelle prossime settimane, è importante sottolineare che si prevede un impiego di 120 persone, fra cui 64 donne, dove ognuno avrà la sua parcella di terra da coltivare. La produzione sarà per la gran parte a fine commerciale, si sta ipotizzando di vendere tutti i raccolti insieme con lo scopo di riuscire ad ottenere prezzi migliori già pensando di vendere tutti insieme all’ingrosso per riuscire ad ottenere prezzi migliori.

A Roogo, un villaggio del comune di Sorgou vi è invece una coltivazione di riso resa possibile grazie a 150 persone locali, di cui 100 donne. La problematica principale è che il terreno, di circa sette ettari, non ha le barriere necessarie a contenere l’acqua caduta durante la stagione delle piogge limitando così la potenziale produzione di riso. Inoltre ad ora mancano sementi ad hoc e fertilizzanti di qualità che potrebbero migliorare la produzione. Facendo fronte a questa problematica il nostro progetto prevede nelle prossime settimane un’ azione di riorganizzazione del terreno attraverso una la costruzione di piccole dighe necessarie a contenere l’acqua per favorire la coltivazione. I contadini locali ci parlano inoltre della trasformazione del riso in parboiled, modalità di trattamento dei chicchi di riso per salvaguardarne il contenuto di micronutrienti (vitamine e sali minerali) e consentire cotture prolungate, informandoci che questa è un’operazione già da loro effettuata per un uso domestico mediante strumenti rudimentali e che ci potrebbe essere la possibilità di una produzione su larga scala e con tecniche migliori, qualora avessero strumenti adeguati, proponendoci infine la possibilità per una successiva commercializzazione, diminuendo il costo di acquisti rispetto a quello inerente al riso di importazione.

Di Giovanni Sartor

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