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I poveri siamo noi? Serve fare cooperazione anche in Italia?

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31 ottobre 2014

Quale può essere il ruolo e il valore aggiunto di un intervento di Mani Tese sul nostro territorio

fotolia_italia_puzzleR400_4ott10La nostra associazione ha sempre avuto una visione globale della povertà nella convinzione che questa sia un prodotto delle disuguaglianze e degli squilibri internazionali dovuti ad un sistema economico sbagliato. Per questo, oltre ad intervenire all’estero, ha da sempre cercato di coinvolgere i cittadini italiani in azioni concrete di cambiamento. Attraverso le marce, l’autotassazione, i mercatini dell’usato, le campagne ha chiesto un impegno di giustizia per sconfiggere la povertà e la fame con gesti e scelte quotidiane.

Anche il concetto di cooperazione dell’associazione è sempre stato ampio e piuttosto innovativo. Ecco come lo spiegavano le linee programmatiche del 1998:

“La cooperazione promossa da Mani Tese ha l’obiettivo di promuovere lo sviluppo sociale a partire dall’eliminazione di disuguaglianze e povertà. Tale cooperazione si realizza attraverso rapporti di vivo scambio con associazioni, comunità e movimenti di base del Nord e del Sud del mondo, non limitandosi all’attuazione di progetti di sviluppo. Il significato più profondo della solidarietà e della cooperazione è quello di sostenere tutte quelle persone che, con la testimonianza di nuovi modi di vita, il lavoro, la formazione e l’animazione, diano un tangibile contributo alla costruzione di una società più giusta. Mani Tese persegue il suo impegno lavorando insieme a tutti coloro che lottano per la costruzione della giustizia, indipendentemente dalle fedi o ideologie professate, convinta che questo impegno unitario e comunitario rafforza la sua azione”.

I progetti di Mani Tese nel nostro paese: le Micro Italia

Non a caso l’associazione ha sostenuto anche veri e propri progetti in Italia, le così dette Micro Italia. Nei suoi primi 50 anni ne ha finanziate e realizzate ben 53 (centri di aggregazione giovanile, case famiglia, assistenza ai migranti e interventi di emergenza dopo alluvioni e terremoti). L’ultimo in ordine di tempo è il progetto a Finale Emilia avviato subito dopo il terremoto del 2012.

Sempre le linee programmatiche ci aiutano a capire lo scopo di questi interventi nella penisola: I progetti in Italia hanno lo scopo di:

  • intervenire contro l’ingiustizia e la miseria presenti in Italia;
  • sostenere proposte di cambiamento della nostra società opulenta verso  una società solidale, sobria, equa e sostenibile sotto il profilo ambientale, economico e sociale.  Mani Tese ritiene  importante  partecipare a  progetti  di sviluppo  anche in  Italia  per  dare  una dimensione pratica  e costruttiva alla sua  azione politica nazionale e  per confermare il proprio impegno a “cambiare il mondo” collaborando a trasformare anche la nostra realtà.

Tutto questo era scritto qualche decennio fa, quando le sorti economiche del nostro paese preoccupavano di meno e l’attenzione di soci, volontari e sostenitori era rivolta soprattutto verso i poveri del sud del mondo.

Gli effetti della crisi economica

Dopo quasi dieci anni di crisi economica le cose sono cambiate e intorno a noi la povertà e l’esclusione sociale non sono più solo una percezione, ma realtà consolidate e preoccupanti. I più deboli e gli esclusi, quelli che Mani Tese individua come beneficiari prioritari della sua azione, sono sempre di più, non solo nel sud del mondo ma anche nelle periferie delle nostre città, nelle aree economicamente depresse o impoverite dalla crisi. Il welfare inizia a scricchiolare e la precarietà del lavoro, soprattutto per i giovani, crea nuove esclusioni e nuove povertà.

Ne abbiamo parlato diverse volte in ambito associativo in particolare con il convegno del 2006 a Riva del Garda che s’intitolava “Chi Global? Cittadini di un mondo tra centri e periferie“. Il tema è emerso anche dal dibattito del “Laboratorio di idee” sulla cooperazione che si è tenuto a Faenza e Napoli a fine settembre.

Ci siamo detti che nel contesto attuale è sempre più difficile parlare di Nord ricco e Sud povero, che esistono tanti Nord e Sud sparsi per il pianeta, e che probabilmente dovremmo accelerare la nostra riflessione interna per individuare nuovi orizzonti strategici.

Il lavoro dell’associazione nei territori non si è limitato alle Micro Italia, nelle quali di norma Mani Tese ha svolto un ruolo di sostegno economico a iniziative realizzate da altri. Diverse realtà territoriali di Mani Tese sono state in grado di sviluppare una propria progettualità autonoma su temi socialmente rilevanti (degrado periferie, educazione, migrazione, ecc) oltre alla nascita e allo sviluppo della Cooperativa sociale Mani Tese che ha tra i suoi obiettivi l’integrazione sociale, la creazione di occupazione, oltre che la sostenibilità ambientale.

Domande e proposte: il momento della riflessione

Quale può essere allora il ruolo e il valore aggiunto di un intervento di Mani Tese in Italia? Come possiamo mettere a sistema le esperienze sviluppate nei territori dai nostri gruppi, dalle associazioni locali e dalla Cooperativa per arrivare a darci delle priorità comuni?

Se ci guardiamo intorno scopriremo che diverse organizzazioni non governative italiane hanno già fatto questo passo pur non avendo in passato mai operato in Italia. Lo hanno fatto, però, partendo dall’alto e identificando specifiche aree di intervento e priorità. Giusto per fare degli esempi, Emergency ha avviato l’apertura di cliniche e centri di assistenza sanitaria in diverse regioni italiane, Actionaid ha individuato la scuola e l’istruzione come ambito d’intervento e Save the Children il disagio minorile nelle periferie.

Per rilanciare un’azione associativa in Italia potrebbe servire una riflessione strategica ad hoc che proprio questo “Laboratorio di idee” potrebbe lanciare. Sarà necessario individuare tutti insieme la nostra specificità e il nostro contributo possibile per lavorare nelle regioni italiane in sinergia con il nostro lavoro all’estero.

Questo è il momento delle idee e delle proposte in attesa del prossimo appuntamento di dibattito alla pre-assemblea di fine novembre.

 

 

3 Commenti

  1. Marco Gurrieri ha detto:

    Sia come socio di Mani Tese, sia come operatore di Mani Tese Sicilia concordo con la linea che sta emergendo. Penso però che questo comporti una nuova sfida organizzativa per la sede nazionale, per le Associazioni locali e per i Gruppi. Non sarà facile sostenere percorsi di solidarietà locale e allo stesso tempo mantenere il nostro impegno economico nei confronti delle popolazioni più povere del Sud del Mondo. Oggi più come lai la parola Cooperazione dovrebbe essere centrale nelle politiche dei governi e delle istituzioni sovranazionali. E invece, persino la Cooperazione Decentrata (quella sostenuta da province, regioni e comuni, che peraltro potrebbe ben collegare le buone prassi territoriali del Sud e del Nord) pare sia destinata all’estinzione. Non penso che Mani Tese possa accettare passivamente questo stato di cose. Va bene l’azione progettuale territoriale, ma fa fatto qualcosa di molto forte e incisivo in sinergia con le altre Ong italiane e europee. E’ vero, stiamo vivendo una situazione economica difficile come italiani, ma a morire di fame, di ebola, a finire spiaggati sulle nostre coste, sono sempre gli africani.

  2. Roberto ha detto:

    La nostra società sta cambiando, quindi un impegno sempre più strutturato e metodico anche in Italia, in stretta relazione con i tanti soggetti locali a noi vicini per ideali e concezioni del mondo e della giustizia, non rappresenta assolutamente un cambiamento di vision o di mentalità da parte dell’associazione, ma piuttosto l’attenzione necessaria per essere riconosciuti sempre più dall’esterno come soggetti credibili e di riferimento per chiunque.
    Mi avvicinai all’associazione nel 2006, e proprio il Convegno di quell’anno a Riva del Garda (Chi global? Cittadini di un mondo tra centri e periferie) mi fu molto utile come insegnamento e ispirazione.
    Pensare globale, ma agire localmente, per ridurre gli squilibri e le ingiustizie in Africa, in Asia, in America Latina e, soprattutto al giorno d’oggi, anche qui da noi.
    Per questo, una società civile consapevole e motivata sarà sempre più il motore per un’azione quotidiana di forte cambiamento sociale ed ambientale.

  3. Andrea M. ha detto:

    Contributo molto interessante, credo anche io che serva una riflessione strategia su questo tema. La percezione dell’opinione pubblica sta cambiando rispetto al sud del mondo, molti sono più disposti ad aiutare a casa loro piuttosto che all’estero.

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